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Le mie passioni – le mie letture – i miei fumetti

Anche i fumetti sono stati per me motivo di passione e di interesse. Anche di questi ne posseggo una infinità. Non posso certamente affermare la preferenza di uno a discapito di altri perché hanno avuto tutti uguale importanza ma in epoche diverse. I fumetti non mi bastavano mai, più ne avevo e più ne volevo, anche perché finivano subito, li divoravo.

Naturalmente un posto importante è riservato a Topolino di Walt Disney, da bambino pur di non perdere neppure un numero fece l’abbonamento e quindi mi arrivavano a casa per posta. Partecipavo a tutte le iniziative che il giornalino proponeva e quindi mi iscrissi al Club delle Giovani Marmotte. Topolino, Pippo, Paperino, Zio Paperone, Qui, Quo, Qua, Tip, Tap, Minnie, Zia Paperina, Paperoga, Pietro Gambadilegno, Gastone il fortunello, Macchia nera, Paperoga, Eta Beta, Orazio, Clarabella, il commissario Basettoni, Manetta, Amelia che vuol sempre rubare la numero uno di Zio Paperone e che aveva il suo antro oscuro sulle pendici del mio Vesuvio, maga Magò con le sue trasformazioni, i bassotti coi loro bravi numerini 161-671, Jose’ Carioca il pappagallo verde con la sua fidanzata Rosita, il Gran Mogol capo delle Giovani Marmotte, da non dimenticare Nonna Papera con la sua fattoria ed il suo aiutante Ciccio, Rocherduck l’acerrimo nemico di zio Paperone per gli affari, ed il mezzo matto ma geniale Archimede con le sue invenzioni avveniristiche.

Conteneva anche tante rubriche tra le quali una si chiamava posta pazza in pista di Maurizio Nichetti il quale rispondeva alle lettere di noi ragazzi (all’epoca non esistevano le email) tra cui vi propongo questa:

Domanda rivolta da Alberto Pelosi, 10 anni di Roma: Vorrei sapere perché ti sei fatto crescere i baffi! (domanda e risposta tratta dal n. 1642 del 17 maggio 1987 del settimanale Topolino)

Risposta di Maurizio Nichetti: Veramente sono loro che crescono, non io che li faccio crescere. Giuro che avrò provato a tagliarli mille volte, ma loro rispuntano sempre. Sembra quasi che mi facciano un dispetto: io li taglio e loro ricrescono. Alla fine ho dovuto arrendermi, lasciandoli liberi di allungarsi quanto volevano. Che altro potevo fare?

Un’altra rubrica si chiamava: sarete famosi dove venivano pubblicate le foto dei bambini.

Un’altra rubrica si chiamava: risate boom ed erano delle vignette con delle barzellette dove la parte del mattatore la facevano Sansone il cane enorme per un bambino (era un alano) e il gatto Isidoro.

E tanti altri contenuti, parlava di ambiente, natura, vi erano i programmi televisivi. In definitiva era ed è tuttora un buon mezzo di conoscenza ma soprattutto sano per i bambini/adolescenti anche se quando mi viene la voglia li rileggo volentieri quindi credo che non esista un’età specifica per leggere e rileggere Topolino.