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ASTRONOMIA

L’UNIVERSO – 1

L’astronomia è la scienza che studia l’universo che ci circonda, i corpi che lo compongono e i fenomeni che in esso si verificano.

Fin dai tempi più remoti, l’astronomia ha attirato i vari popoli che abitavano la Terra e quei personaggi che la praticavano riuscirono spesso ad occupare posizioni privilegiate nella vita sociale dei popoli cui appartenevano, perché, anche se in modo molto rudimentale, a causa dei scarsi mezzi disponibili all’epoca riuscivano a dare spiegazioni dei fenomeni naturali che erano connessi alla vita umana quali il susseguirsi del giorno e della notte, la durata diversa lungo il corso di un anno, l’alternarsi delle stagioni. Tutti questi fenomeni diedero la possibilità di stabilire un calendario che permettesse di stabilire tutti i vari avvenimenti ciclici che erano molto importanti, in special modo, per l’agricoltura, attività preminente delle epoche antiche.

Un altro campo di studio era quello delle stelle e la loro posizione sulla volta celeste e come tale posizione variava sia nel corso della notte che nel variare delle stagioni. Dalla conoscenza di tali fenomeni dipendeva l’orientamento dei naviganti e quindi era molto importante per tutti i popoli che si affacciavano sul mare.

Poiché vi erano comunque dei fenomeni naturali che l’uomo non riusciva a spiegarsi, accanto all’astronomia si affiancò una scienza-fittizia denominata astrologia, la quale legava i vari destini umani alle posizioni degli astri e quindi cercare di prevedere gli avvenimenti sia del singolo che delle comunità a secondo della posizione degli astri, riferite allo zodiaco, dei pianeti visibili ad occhio nudo, del Sole e della Luna.

Prima del cannocchiale lo studio dei corpi celesti era effettuato ad occhio nudo e quindi non poteva essere altrimenti che limitato alla posizione dei vari corpi, mentre uno studio sulla costituzione ed evoluzione dell’universo era di ordine prettamente filosofico e non scientifico.

A partire dall’introduzione dell’uso del cannocchiale con Galileo, il campo di indagine si estende a un numero via via crescente di oggetti, la precisione delle misure aumenta, ma il tipo di ricerca resta sempre il medesimo. E’ solo con l’accoppiamento dello spettroscopio al cannocchiale, avvenuta alla fine del XIX secolo, che inizia l’indagine sistematica sulla costituzione fisica delle stelle e prende l’avvio il rapido sviluppo dell’astrofisica.

Lo studio della composizione fisica degli astri ha confermato la presenza in ogni corpo dell’universo degli stessi elementi chimici presenti sulla Terra.

Con l’avvento dei satelliti si è avuta un’ulteriore sviluppo osservativo dei corpi celesti perché, in questo modo, si è superata la limitazione che era imposta dall’assorbimento dell’atmosfera terrestre, la quale, a livello biologico ci protegge dalle radiazioni nocive e mantiene sulla Terra condizioni climatiche idonee allo sviluppo della vita vegetale ed animale, ma al contempo costituisce un grosso ostacolo all’astronomo in quanto impedisce l’analisi dello spettro elettromagnetico.

I prelievi compiuti dagli astronauti delle missioni Apollo hanno avuto lo scopo di assegnare, tra l’altro, un età precisa ai vari tipi di rocce lunari, le più vecchie delle quali con i lor 4-6 miliardi di anni servono per datare meglio l’età minima del Sistema Solare e hanno quindi importanza nelle ricerche sulla formazione del sistema planetario.

Le stelle ci appaiono fisse nel cielo perché sono lontanissime dalla Terra, per cui gli spostamenti del nostro pianeta nel suo moto di rivoluzione determina invece la percezione del movimento dei pianeti. Malgrado tali grandissime distanze, le stelle sono ben visibili per l’immensa quantità di luce che emettono.

Mediamente una stella è composta per il 70% da idrogeno e per il 28% da elio, mentre il resto è costituito da carbonio, azoto, ossigeno e altri elementi. All’interno delle stelle, corpi sferici di grandi dimensioni costituiti da gas ad alta temperatura, avvengono in modo continuo reazioni termonucleari di fusione (in cui l’idrogeno si trasforma in elio), che generano una costante emissione di calore e di raggi luminosi; il calore non arriva fino a noi, mentre le radiazioni luminose si propagano a una distanza molto maggiore. Le stelle visibili a occhio nudo dalla Terra, in condizioni ottimali, sono circa 6000; tutte appartenenti alla nostra Galassia, mentre le stelle extragalattiche possono essere osservate soltanto con strumenti ottici. Tutte le stelle, a eccezione del Sole, naturalmente, ci appaiano puntiformi, data la grande distanza. Continua