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La medicina dalla A alla Zeta – dizionario della salute – 12

Acromioclavicolare, articolazione.

Articolazione che è situata tra l’estremità esterna della clavicola e l’acromion (sporgenza ossea posta sopra la lamina della scapola).

Lesioni dell’articolazione

Le lesioni di questa articolazione sono rare. In genere sono conseguenti a una caduta sulla spalla e possono provocare sublussazione (spostamento parziale con le ossa ancora in contatto tra loro) o, raramente, lussazione (spostamento completo delle ossa).

Nella sublussazione la membrana sinoviale (rivestimento dell’articolazione) e i legamenti che la circondano sono stirati e contusi, l’articolazione è gonfia e si percepisce che le ossa sono leggermente disallineate. Nella lussazione i legamenti sono lacerati, il gonfiore è maggiore e la deformazione ossea è più marcata. Sia nella sublussazione sia nella lussazione, l’articolazione è dolente spontaneamente e al tatto il movimento della spalla è ridotto.

La sublussazione viene trattata mettendo a riposo il braccio e la spalla con un bendaggio. Se il dolore e la dolenzia persistono, spesso è utile l’iniezione di un corticosteroide e di un anestetico locale.

In caso di lussazione è necessaria una fasciatura intorno alla clavicola e al gomito per riportare nella posizione corretta l’estremità esterna della clavicola. Di solito il bendaggio viene lasciato almeno per tre settimane.

Se l’articolazione subisce lesioni ripetute può comparire la degenerazione cartilaginea dell’articolazione, che rende doloroso il movimento dell’articolazione.

Acroparestesia

Termine medico usato per descrivere il formicolio delle dita delle mani o dei piedi.

Acropatie

Termine generico con cui si indicano tutte le malattie che interessano le estremità: acromelalgia, malattia di Raynaud.

ACTH

Abbreviazione per indicare l’ormone adrenocorticotropo (chiamato anche corticotropina), che viene prodotto dalla parte anteriore dell’ipofisi e stimola la liberazione di diversi ormoni corticosteroidei da parte della corteccia surrenale, strato esterno delle ghiandole surrenali. L’ACTH è necessario anche per il mantenimento e la crescita delle cellule della corteccia surrenale.

Azioni

L’ACTH stimola la corteccia surrenale ad accrescere la produzione degli ormoni idrocortisone (cortisolo), addosterone e degli androgeni. La più importante di queste azioni è la stimolazione della produzione di idrocortisone.

La produzione di ACTH è controllata in parte dall’ipotalamo e in parte dal livello di idrocortisone nel sangue. Quando i livelli di ACTH sono troppo elevati, la produzione di idrocortisone aumenta e ciò inibisce la liberazione di ACTH da parte dell’ipofisi. Se i livelli di ACTH sono troppo bassi, l’ipotalamo libera i suoi ormoni, stimolando l’ipofisi ad accrescere la produzione di ACTH con conseguente liberazione di idrocortisone da parte della corteccia surrenale. I livelli di ACTH aumentano in risposta a stress, emozioni, lesioni, infezioni, ustioni, interventi chirurgici e a calo della pressione del sangue.

Disturbi

Un tumore dell’ipofisi può provocare produzione eccessiva di ACTH che, a sua volta, causa una sovrapproduzione di idrocortisone da parte della corteccia surrenale, inducendo la sindrome di Cushing. Una secrezione insufficiente di ACTH conseguente per esempio, a ipopituitarismo (attività carente dell’ipofisi) è rara. Quando accade si manifesta una insufficienza surrenalica.

Usi medici

L’ACTH è usato per trattare disturbi infiammatori come l’artrite, la colite ulcerosa e alcuni tipi di epatite. E’ stato impiegato per ottenere remissioni della sclerosi multipla, con efficacia incerta. L’ACTH viene utilizzato anche per diagnosticare i disturbi delle ghiandole surrenali. Continua – 12

La salute dalla A alla Zeta – dizionario della salute – 11

ACRODERMATITE ENTEROPATICA

Rara malattia ereditaria in cui l’epidermide delle dita delle mani e dei piedi e la zona anale, la bocca e il cuoio capelluto dei lattanti sono arrossati, ulcerati e ricoperti di pustole.

L’acrodermatite enteropatica è provocata dall’incapacità di assorbire una quantità sufficiente di zinco dal cibo. L’aggiunta di preparati di zinco alla dieta apporta un rapido miglioramento.

ACRODINIA

Forma morbosa caratteristica dell’età infantile (3-4 anni), contraddistinta da un quadro clinico solitamente ben delineato.

Cause

Il meccanismo responsabile dell’insorgenza della malattia è ancora ignota.

Sintomi

Iniziano con modificazioni del comportamento: il bambino diviene ostile, piange, rifiuta il cibo. Compaiono poi formicolii o crisi dolorose alle estremità, con mani e piedi tumefatti. Seguono disturbi cardio-vascolari che comprendono aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

Terapia

Aspecifica: somministrazione di vitamina B6, alimentazione ricca di vitamine in generale, controllo dell’epidermide per eliminare il rischio di infezioni.

ACROFOBIA

Paura ossessiva dei luoghi elevati (montagne, torri, grattacieli, scale che portano in alto). Si accompagna a sensazione di vertigine e di pericolo di cadere nel vuoto.

Secondo la psicoanalisi è causata da paure inconsce che portano alla formazione del sintomo fobico.

ACROMATOPSIA

Incapacità di percepire i colori. Malattia spesso ereditaria in cui la retina è in grado di fornire soltanto immagini in bianco e nero o in tinte intermedie.

L’acromatopsia può essere provocata anche da lesioni retiniche di tipo degenerativo.

ACROMEGALIA

Rara malattia caratterizzata dall’ingrossamento anomalo del cranio, della mandibola, delle mani e dei piedi.

Causa e sintomi

L’acromegalia è provocata dalla secrezione eccessiva di ormone della crescita dall’ipofisi anteriore, una ghiandola posta alla base del cervello, conseguente a un tumore benigno.

Se un tumore di questo tipo colpisce una persona nei primi 10 anni di vita, provoca gigantismo, in cui la crescita in lunghezza delle ossa è accelerata, e non acromegalia. Più spesso il tumore si sviluppa quando è terminata la crescita delle ossa lunghe degli arti e provoca acromegalia, cioè crescita in larghezza delle ossa, sebbene talvolta trascorrano parecchi anni prima della comparsa dei segni e dei sintomi.

Tra i segni e i sintomi dell’acromegalia figurano: ingrossamento delle mani e dei piedi, grossolanità dei lineamenti, ingrandimento degli orecchi e del naso, prominenza della mandibola e allungamento del viso. Gli acromegalici possono pertanto constatare una progressiva impossibilità a portare anelli, calzare le scarpe, infilare i guanti e mettere il cappello, mentre la voce diventa via via più profonda e rauca. Altri possibili sintomi sono quelli comuni a tutti gli altri tumori del cervello, come mal di testa e disturbi della vista.

Diagnosi e terapia

Se in una persona si osserva lo sviluppo di acromegalia, si misura il livello di ormone della crescita prima e dopo la somministrazione di una certa quantità di glucosio. Di solito il glucosio sopprime la secrezione di ormone della crescita; se non ha alcun effetto sul suo livello nel sangue, ciò conferma una secrezione incontrollata di questo ormone da parte dell’ipofisi. La tomografia computerizzata o l’indagine mediante risonanza magnetica nucleare possono rivelare la presenza di un tumore o di ipertrofia dell’ipofisi.

In alcuni casi per far regredire il tumore ipofisario viene somministrata bromocriptina; il tumore può essere anche sottoposto a radioterapia o asportato chirurgicamente.

ACROMELALGIA

Forma morbosa (sindrome) contraddistinta da dolori di tipo parossistico (bruciori, formicolii ecc.), localizzati alle estremità degli arti e di insorgenza prevalentemente notturna.

ACROMIA

Riduzione oppure scomparsa completa dell’usuale pigmentazione dell’epidermide. Queste alterazioni della colorazione della cute possono essere congenite o acquisite. Lesioni acromiche si possono osservare in vari stati morbosi: vitiligine, albinismo, pitiriasi versicolor.

Continua – 11