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Parchi Nazionali

Il Parco Regionale dei Monti Picentini – 2

La vita nel Parco – Alla scoperta di rocce, boschi, fiumi e grotte.

Il fiume Calore che nasce dal Colle Finestra nel versante settentrionale del Monte Accelica, è uno dei più importanti della Campania. Durante la sua corsa di 108 km verso il volturno riceve le acque di molti affluenti.

Sui monti crescono fitti boschi di faggi, castagni e lecci.

Catena calcarea che culmina nelle vette del Cervialto, del Terminio e dell’Accellica, spartiacque tra la piana costiera del Sele e le colline dell’Irpinia, la giogaia dei Monti Picentini conserva splendidi pianori di pascoli, ovattate e solenni faggete, impressionanti e ripidi versanti rocciosi e, gioiello prezioso dell’area, la popolazione di lupi più consistente della Campania.

Qui nascono i fiumi Sabato, Calore, Ofanto, Sele, Tusciano, qui iniziano gli acquedotti che riforniscono Napoli, Salerno e buona parte della Puglia. Siamo a meno di 50 chilometri in linea d’aria da Napoli, ma l’atmosfera è di autentica e severa montagna.

Se osservati su una carta topografica, i Picentini sono tagliati dal confine tra le province di Avellino e Salerno. E un confine che coincide con lo spartiacque principale del gruppo, una cresta orientata quasi esattamente da occidente ad oriente, e che si allunga da Mercato San Severino e Solofra fino alla statale 165 tra Oliveto Citra e Senerchia.

Partendo da occidente, la prima elevazione di una qualche importanza è il Pizzo San Michele (1567 metri), al quale seguono le vette del Monte Mai (1607 metri) e il valico attraversato dalla strada Giffoni-Serino. La cresta prosegue verso il Varco del Pistone, il Varco della Finestra e la bella mole dell’Accellica (1660 metri), la cima bifida ed elegante che è il simbolo del massiccio per escursionisti e alpinisti.

A nord di questo settore si allungano gli splendidi pianori erbosi di Verteglia e di Campolaspierto, i più estesi e suggestivi del gruppo. Su questi si affaccia il Terminio (1806 metri), la seconda vetta per quota del massiccio. Rivestito verso est e verso sud da una fitta foresta di faggi, il Terminio scende ad occidente con un ripido e spettacolare versante roccioso ben visibile da molte parti della Campania.

A nord, pendii più dolci digradano su Volturara Irpina e il Piano del Dragone.

Dall’Accellica lo spartiacque scende sul Valico delle Croci di Acerno, poi risale verso il Monte Cervialto (1809 metri), il più elevato del massiccio, purtroppo deturpato da una inutilissima strada. A nord del Cervialto, il Piano Laceno ospita la stazione sciistica più frequentata della Campania. Verso sud, il piccolo Piano del Gaudo separa il Cervialto dal Monte Polveracchio (1790 metri) e dal settore meridionale dei Picentini, che digrada con ripidi e assolati contrafforti verso Eboli e la piana costiera del Sele. Continua – 2